Vado molto a manovelle.
Quella mattina uscii presto e, mentre mi incamminavo, mi ricordai di aver dimenticato qualcosa. Non riuscendo a capire bene cosa continuai a camminare senza pormi il problema. Andai come tutte le mattine al Bar ed ordinai :“Un caffé corto, in vetro, macchiato caldo, grazie Sergio”. (ma si chiamava Sergio il barista? MAH!). Continuavo la mia passeggiata mattutina e all’edicola: “Mi da 6 copie del Corriere, 7+3 della settimana enigmistica, 5 di.. 3 del.. va bene così, lasciamo perdere”.
“Ma, si sente bene signore” mi fece il giornalaio.
“Mica tanto” feci tra me e me. Mi mancava qualcosa. Non ricordavo.
Allora le mie gambe mi spinsero a fare una passeggiata nel parco alla ricerca di un po’ di pace. Mi sdraiai sotto un castagno e cominciai a sfogliare i miei giornali quando, ad un certo punto, mi addormentai. Sentivo, nel dormiveglia, i bambini e le loro urla, i cinguettii dei pettirossi…ed una musica che veniva da lontano, sembrava il canto di una sirena. Cos’era? Mi svegliai di getto per capire da dove venisse quella musica, non ricordavo più come fossi arrivato lì. La musica svanì ed io mi rincamminai. Dove?
Arrivato all’angolo di una strada vidi un locale, presumo un negozio, rimasi impietrito. FOlgorazionEehe!! L’immagine che mi si presentò agli occhi fu fantastica e terribile allo stesso momento. Sentii come un pugno allo stomaco ma allo stesso tempo un sollievo per quella leggiadra sinfonia. L’avevo gia sentita questa storia ma non mi ricordavo dove, come, quando. Vidi centinaia di Carillons suonanti, di ballerine danzanti, il tutto mosso da centinaia di manovelle… Che Colpo!!! Ecco cos’era quella musica ed ecco cosa avevo dimenticato.Tutto quel ruotare e quel suonare mi avevano fatto capire perché quella mattina mi sentivo più strano del solito.
Corsi, per 2 km, sudando, fino ad arrivare a casa , salìì le scale, affannosamente aprii la porta, entrai in camera, aprii la credenza in noce…era lì.
Avevo dimenticato in casa la manovella della mia memoria.